Die Prinzessin stirbt im Frühling.

 

 

La principessa muore in primavera, è marzo inoltrato: però fa freddo, un freddo che ti entra dentro le vene e non ne esce se non a forza di lacrime. La principessa muore in primavera, è un mondo che si chiude per uno che si riapre. Lui seppellisce una corona e di malavoglia indossa quella smessa: quella dietro a cui può tornare ad essere una finta regina che non nasconde niente sotto la gonna; nemmeno un amore imprevisto.

 

Quando la nuova donna del nuovo capo viene a reclamare la sua corona [ che è diventata di s p i n e, non le senti penetrare piano nella nuca, incrostare di sangue i capelli? ] gli sbatte in faccia le tette e gli struscia addosso il culo.

 

Lascia dietro di sé un puzzo di ormoni femminili che è quasi una scia, un sentiero [ quello che non dovrai mai più seguire ].  L'odore di Bushido non c'è più. Il nuovo re l'ha già spazzato via.

 

La putrefazione crea gas i gas riempiono la tomba che esplode vieni Bill, vieni mia principessa, vieni mio amore perduto, segui il lezzo di morto e mi troverai e troverai la tua nuova casa perché il tuo palazzo adesso è solo cenere di fiamme ormai spente.

 

Il palazzo del re ormai non è più cosa che lo riguardi.

 

La principessa muore in primavera perché è in primavera che la natura si risveglia: e Bill non ha mai fatto nulla che s'uniformi al resto del mondo, nemmeno a madre Terra. Persino quando ha deciso di frequentare il suo principe, quando ha deciso di amarlo, niente rientrava negli schemi. Nemmeno il primo bacio. Nemmeno la prima notte di sesso. Nessuno ha versato del sangue, nessuno ha preteso verginità.

 

Il loro matrimonio non l'ha deciso nessuno [ perché nessuno è padrone della musica nella loro testa, quando sono insieme ], anche se ne sono fruttati parecchi soldi. Non hanno avuto benedizioni.

 

Se le sono conquistate.

 

La principessa muore in primavera, ed è come se tutto il suo mondo rosato sparisse con lei. Il fratello non può essere l'amante dietro le cortine del letto, perché non sa dove cercare quel cuore perduto: in fondo, capisce che non lo troverà mai più. La principessa muore in primavera, è dolore infinito, perché eppure vive.

 

Sai come trovare la strada per la botola di luce, Bill? Sai come risalire dagli Inferi dopo che tre volte hai cercato d'abbracciare l'amato, e questo t'è svanito tra le mani? I colpi di pistola si vedono bene, sai, sul petto appena bruciato: sono buchi che disperdono la sua anima, goccia dopo goccia, che riversano sangue sui prati grigi come la nebbia.

 

Hai fatto la principessa con gli altri abitanti del castello e quando sei rimasta sola, allora loro ti hanno rigettato con la stessa naturalezza con cui s'è sempre sputato qualcosa di sgradito che t'hanno obbligato ad inghiottire. E ora che sei solo, con i tuoi vestiti e i tuoi ricordi, rimani lì. A ciondolare prima che la carrozza venga a prenderti - ma non per condurti da lui, lo sai.

 

Il dolore è immenso e non t'abbandona: cominci a pensare che non t'abbandonerà mai. Continui a fare musica, ti droghi dei sentimenti falsi di cui hai sempre parlato, su cui hai sempre fatto affidamento. Prima di lui.

Lui che è entrato nel tuo mondo e l'ha girato sottosopra: e quando è uscito, vigliacco, nemmeno s'è premurato di rimetterlo a posto.

 

La principessa muore in primavera. E muore per davvero.






Note: cos'è questa? Questa è l'unico modo in cui rendo tributo a EKR. Perché mai mi permetterò di avvicinarmi allo stile di narrazione di queste due donne. Così m'ispirava il delirio. E delirio fu.

Il titolo - sarà giusto, no, sì? - vuol dire proprio La principessa muore in primavera.